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album_09643C41_1D3D_EA49_4197_22F2DA807D81_0.description = INTERNO DELLA SACRESTIA
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IL CULTO DELE OSSA
All'esterno, sul lato sinistro della chiesa, in una cripta sotto il livello del terreno, si trova un ossario costruito nel 1762 che conserva ancora oggi numerosi resti di ossa umane.
Si dice che gente del luogo avesse un culto particolare, un misto di suggestione e religiosità, soprattutto nei confronti di alcune di esse che apparivano di dimensioni gigantesche.
Ai tempi c'erano anche due teschi posti sull’altare, uno dei quali veniva usato per invocare la pioggia nei periodi di siccità e l’altro per far cessare i temporali troppo violenti, onde evitare danni peggiori.
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htmlText_B6A1C964_A45C_B9F9_41D3_656D19BF66A4.html = Nella Valle del Livrio su un poggio a 1300 metri di quota, lungo la via che in tempi remoti collegava la valle dell’Adda alla Bergamasca attraverso il passo del Publino, sorge la chiesa di San Salvatore, ritenuta tra le più antiche della Valtellina.
La tradizione vuole sia stata eretta dai primi cristiani al principio del VI secolo.
La dedica a Cristo Salvatore, titolo dato di preferenza alle prime chiese cristiane, avvalorerebbe questa ipotesi, così come pure la lapide incisa in carattere gotico recante la data 537, menzionata dallo storico Quadrio nel 1755 e riconfermata dal parroco di Albosaggia Bernardo Petrucci nel 1807, purtroppo andata smarrita già dalla fine dell’Ottocento.
Si narra che nell’antico tempio venissero trasportate le salme dei primi cristiani della Bergamasca per impedirne la profanazione da parte dei pagani.
Il più antico documento oggi conosciuto riguardante la chiesa risale al 1326 e tratta di un terreno di proprietà della stessa in località Dossovedrano.
L’interesse della popolazione di Albosaggia per la chiesa di San Salvatore è sempre stato notevole.
Negli atti dal Quattrocento all’Ottocento gli eletti alla cura della parrocchia venivano ricordati come curarti di Santa Caterina e di San Salvatore, inoltre un parroco durante l’estate dimorava nella bella casa parrocchiale adiacente la chiesa.
TRASPOSIZIONE DELL’INGRESSO
La chiesa, oggi in stile barocco, subì nel corso dei secoli numerosi interventi cosicché della struttura medievale attualmente rimane ben poco. Le principali modifiche vennero apportate nel corso del Seicento con l’aggiunta di due altari laterali, ma soprattutto con la trasposizione dell’ingresso dalla parte dell’abside.
La presenza di lacerti di affreschi del XVI secolo scoperti sul portico d’ingresso attuale nel corso degli ultimi lavori di restauro sembra confermare tale ipotesi, avvalorata dalla tradizione popolare, secondo la quale un prete sarebbe stato ucciso da un nobile bergamasco poiché aveva iniziato la funzione religiosa prima del suo arrivo. Dopo il grave fatto la popolazione avrebbe demolito l’altare costruendone uno nuovo sul lato opposto.
Più probabilmente il motivo della trasposizione è da ricercare nei pericolosi cedimenti delle fondamenta, soprattutto in corrispondenza della parete sud e del portale che oggi si presenta asimmetrico.
Sempre per gli stessi motivi, nel 1933, al fine di alleggerire il peso della struttura, vennero abbattute le volte della navata, sostituite con travature in legno.
OPERE D’ARTE
All’interno della chiesa, oltre alla pala dell’altare maggiore raffigurante l’Ascensione di Gesù al cielo, dipinta da un anonimo pittore nel 1638, si può osservare sull’altare di sinistra dedicato alla Madonna una tela risalente ai primi decenni del Seicento di autore ignoto con la Beata Vergine Immacolata che calpesta un drago. Pregevole anche l’elegante sacrestia al centro della cui volta si osserva un bell’affresco del XVII secolo raffigurante “Giacobbe che sogna la scala del cielo”.
Dopo alcuni furti, parte delle opere presenti furono spostate.
Nella chiesa di Santa Caterina ha trovato posto la pregevole tela seicentesca raffigurante San Rocco che ornava l’altare laterale di destra, mentre nella casa parrocchiale è custodita una bellissima croce astile in rame dorato dei primi decenni del Quattrocento, oltre a nove tele con gli apostoli ed alcuni ex voto.
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