#: locale=it ## Media ### Audio audiores_B0F18A08_BD75_AE31_41A1_7F49F59BBCBA.mp3Url = media/audio_B1E9D45A_BD74_DAD6_4183_13FF22DB1E23_it.mp3 ### Audio Subtitles ### Image imlevel_34302EC3_3992_6AD0_41BB_1DC070CC3282.url = media/popup_AF02C035_BC98_A335_41C1_29CC7D3D7DCA_it_0_0.webp imlevel_3430BEEB_3992_6AD0_41C2_B22197FDBDE6.url = media/popup_C8B72E77_D850_E35D_41C9_F83B7E12C6AF_it_0_0.webp imlevel_3430BEEB_3992_6AD0_41C2_B22197FDBDE6.url = media/popup_C8B72E77_D850_E35D_41C9_F83B7E12C6AF_it_0_0.webp imlevel_34313EFE_3992_6AB0_41CC_466076B8619A.url = media/popup_CA3C9A76_D85F_235F_41C2_05DEEDCEC7E6_it_0_0.webp imlevel_34313EFE_3992_6AB0_41CC_466076B8619A.url = media/popup_CA3C9A76_D85F_235F_41C2_05DEEDCEC7E6_it_0_0.webp imlevel_340F7ED8_3992_6AF0_41B7_BB7D7B6D9A75.url = media/popup_CA729A48_D853_22B4_41E8_3390B425AD6B_it_0_0.webp imlevel_340F7ED8_3992_6AF0_41B7_BB7D7B6D9A75.url = media/popup_CA729A48_D853_22B4_41E8_3390B425AD6B_it_0_0.webp imlevel_340F6ED8_3992_6AF0_41CC_5C99F0355B32.url = media/popup_CA729A48_D853_22B4_41E8_3390B425AD6B_it_0_1.webp imlevel_340F6ED8_3992_6AF0_41CC_5C99F0355B32.url = media/popup_CA729A48_D853_22B4_41E8_3390B425AD6B_it_0_1.webp ### Popup Image ### Title panorama_AE180E13_BC88_FECE_41D2_8B26CF3E6043.label = mulino ## Popup ### Body htmlText_0B56BB88_1D22_EEC7_4161_645B9B33BF5E.html =
LA CRUSCA
La crusca è un sottoprodotto naturale della macinazione del mais, che conserva le qualità principali del cereale.
E’ ricca di fibre, vitamine e minerali e viene usata sia per l’alimentazione umana che come cibo per l’allevamento animale.
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LA MACINA
Macina posta all’interno del meccanismo del mulino.
E’ testimone silenziosa di oltre un secolo di attività.
Ha incisa la data 1853.
Azionata dalla forza dell’acqua, trasforma il mais in farina, rispettando da sempre il metodo di lavorazione tradizionale di questo cereale.
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RUOTA IDRAULICA
Si trova all'esterno del mulino sul lato sinistro.
Azionata da una leva posta all'interno del mulino, è il cuore pulsante dell’intero impianto.
Alimentata col flusso dell’acqua trasforma l’energia del torrente in movimento meccanico, azionando le macine che servono per ottenere la farina.
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I numerosi mulini esistenti nel XVI-XVII secolo in tutti i comuni orobici suggeriscono che la coltura dei cereali doveva essere rilevante. Nello specifico di Colorina, già nel ‘500 erano attivi due mulini in località Poira, entrambi sfruttando una derivazione d’acqua del torrente Madrasco che innescarono una lunga causa con il comune di Fusine per lo sfruttamento delle acque, oltre che per la costruzione di ponti, argini e loro ripari.
La soluzione fu trovata diversi anni dopo attraverso la costruzione di manufatti che consentivano un’equa ripartizione dell’acqua.
Dei due mulini ne resta in funzione ancora uno, quello del signor Marino Zamboni dove viene macinato ormai solo il granoturco. In passato però, al suo interno, era in funzione anche la pila, manufatto indispensabile per la brillatura di cereali quali orzo e miglio ma che veniva utilizzata anche per la sbucciatura delle castagne secche.
Ancora oggi il signor Zamboni è disponibile ad aprire alle scolaresche il suo mulino ad acqua, sulla cui macina superiore si legge la data 1853, guidando i giovani studenti in tutta una serie di attività che potrebbero aiutare a divulgare i temi legati alla biodiversità agraria del territorio e al recupero di antiche varietà di cereali. 
Altre attività importanti per i comuni orobici e dunque anche in Colorina sono le fucine e le segherie: il legname lavorato nelle segherie era utilizzato nell’edilizia e in agricoltura per la realizzazione di tini, botti per il vino e torchi.
Nelle fucine, invece, si forgiavano gli attrezzi agricoli come aratri, zappe, badili, scuri, ferri per i cavalli.
Su questo versante delle montagne si trovano anche le principali miniere di ferro e relativi forni della media valle: Val Tartano, Val Madre, Val Cervia, Valle del Livrio, Val Venina, Val d’Ambria e Val d’Arigna.
Sul finire del 1800 grandi valanghe interessarono le Orobie e i forni e le loro ferriere, che subirono gravi danni che le resero irrecuperabili. 
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Mulino
Zamboni
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