Forni fusori
Quando nel Duecento si lavorava il ferro
In località Vesenda, a quota 1.180 m, si incontrano i ruderi dei muri perimetrali dei forni fusori, a testimonianza dello sfruttamento del ferro nel Duecento, considerato un metallo molto prezioso nonché importante elemento dell’economia delle valli orobiche. Con le prime concessioni minerarie, la zona ai piedi dei monti Pedena ed Azzarini fu quella maggiormente interessata dall’attività estrattiva. La lavorazione dei minerali avveniva nei forni fusori, dove veniva bruciato il carbone fino al raggiungimento della temperatura di 1200 gradi, affinché potesse avvenire la separazione del minerale di ferro dalla roccia che lo conteneva.
Collocati al fondo della valle del Bitto, sono stati riscoperti solamente nel 1984, ma la loro costruzione è datata molto più indietro, al 1392.

Ad Albaredo per San Marco
